giovedì 1 ottobre 2015

Hamburger di fagioli borlotti e melanzane al peperoncino

Dal mese di Marzo di questo anno, ho iniziato a frequentare il primo Master internazionale di Oncologia Integrata, presso l'università Guglielmo Marconi di Roma, in collaborazione con ARTOI (Associazione per la Ricerca di Terapie Oncologiche Integrate), associazione no-profit dedicata allo studio, ricerca ed applicazione di trattamenti oncologici attraverso l’uso integrato alla chemioterapia o radioterapia, di più opzioni terapeutiche quali la Fitoterapia, la Low dose therapy, l'Agopuntura, la PNEI, la Medicina tradizionale Cinese, l' Antroposofia e tutte le altre tecniche dedicate alla persona, tra le quali, non meno importante, la Nutrizione Oncologica, motivo principale che mi ha spinto a frequentare tale corso di perfezionamento, così da ampliare le mie conoscenze scientifiche in merito e poter offrire le mie competenze e professionalità agli altri. 

Numerosi sono gli studi scientifici che negli ultimi anni stanno cercando di correlare l'associazione tra l'alimentazione e i tumori. Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), che si occupa di promuovere la prevenzione dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, tempo fa ha realizzato un'ampia opera sull'argomento, mettendo in relazione il rapporto tra abitudini alimentari e l'insorgenza di tumori. Lo studio, che ha coinvolto molti centri di ricerca e scienziati, è disponibile all'indirizzo http://www.dietandcancerreport.org/ e si riassumere in 10 punti fondamentali come illustrato nella figura sottostante.
Il punto 4 mette chiaramente in evidenza il fatto che sia per prevenire che per affrontare l'insorgenza di un tumore, è importante scegliere un'alimentazione prevalentemente vegetale, riducendo il consumo di carne rossa, lavorata ed insaccata, così come è importante evitare i cibi raffinati. Quindi via libera a cereali (meglio integrali e a chicco), legumi, verdure, frutta, frutta secca a guscio e frutta essiccata.
Spesso l'ostacolo maggiore che incontriamo è proprio quello di cambiare le nostre abitudini, siamo abituati a consumare gli stessi cibi e non sappiamo come inserirne di nuovi. Ma questo blog che cosa è nato a fare? Eccomi qui allora a proporvi una variante di hamburger tutta vegetale, per adulti e bambini, senza carne e nessun derivato animale. Io ho scelto fagioli borlotti e melanzane perché dovevo consumare le ultime della stagione, ma le varianti da adottare possono essere molte, basta sperimentare.

INGREDIENTI PER 12 MINI HAMBURGER: 240 g di fagioli borlotti cotti, 3 melanzane (600 g circa), 25 g di pangrattato, sale, peperoncino in polvere, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Lavare le melanzane e cuocerle intere in forno su carta forno a 200°C per circa 30 minuti o fin quando la polpa si sarà ammorbidita. Quindi privarne della buccia esterna e ridurre a tocchetti la polpa. Riempire il boccale del mixer (o del robot da cucina), con i fagioli borlotti già cotti, aggiungere la polpa di melanzane, la polvere di peperoncino, il sale e frullare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il pangrattato e mescolare bene. Prendere della carta forno e posizionare un coppa pasta del diametro di 5 cm (oppure più grande se volete ottenerne di meno). Riempire il coppa pasta con il composto, livellando bene, per ricavarne tanti piccoli hamburger. Procedete fino a terminare il composto. Cuocere i mini-hamburger da entrambi i lati in una padella antiaderente oliata e servire con un contorno di verdure crude.

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI: consideriamo questa ricetta per un paio di porzioni, con 6 mini-hamburger a porzione, oppure 3 se otterremo hamburger più grandi. L'apporto calorico per porzione è di circa 215 kcal, con 14 g di proteine, 40 g di carboidrati e circa 10 g di grassi.
Le melanzane appartengono alla famiglia delle Solanaceaa e il contenuto di solanine (α-solanina, solasonina e solamargina) è pari a 9–13 mg/100 g di peso fresco, ben al di sotto della quantità ritenuta accettabile per gli ortaggi (20–25 mg/100 g di peso fresco). (fonte Wikipedia)
La normale cottura non è in grado di eliminare del tutto la solanina, che si degrada completamente a temperature molto più alte, circa 243 °C.
La solanina è un alcaloide steroideo, sostanze che sembrerebbero avere un effetto antitumorale. In un recente studio http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24949471 è stato dimostrato che la solanina ha indotto morte cellulare sia in vivo che in vitro, in cellule tumorali di pancreas umane. Ma la ricerca ha ancora molto da fare per il futuro, anche se siamo sulla buona strada.

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