martedì 10 marzo 2015

C'è zucchero di canna e zucchero di canna

Durante l'anamnesi alimentare nel corso delle mie consulenze, mi capita spesso di porre la seguente domanda: "Utilizza zucchero nel caffè?", e puntualmente la risposta è "Si ma uso lo zucchero di canna". Per questo ho voluto fare una precisazione sulla differenza tra zucchero bianco o semolato, e lo zucchero di canna. Non sempre i messaggi e le informazioni arrivano in modo corretto e chiaro dai mass media e dalle persone con cui parliamo, con il rischio di interpretarli male e di restare con delle convinzioni errate.
La distinzione principale è nell'origine dell'estrazione: lo zucchero bianco deriva dalla barbabietola da zucchero dopo opportuni processi di raffinazione e di sbiancatura, fino ad ottenere la ben nota polverina dolce. Lo zucchero di canna invece deriva, come dice il nome, dalla canna da zucchero, pianta tropicale, anch'essa sottoposta a processi di raffinazione, e pertanto lo zucchero di canna, meglio detto GREZZO, non è diverso dallo zucchero bianco, è sempre uno zucchero raffinato e chimicamente la molecola responsabile del sapore dolce è per entrambi il saccarosio. La differenza la possiamo trovare nello ZUCCHERO INTEGRALE DI CANNA, che non si trova frequentemente nelle grosse distribuzioni, ma è comunque facilmente reperibile in negozi che vendono alimenti biologici e naturali. Soltanto questa tipologia di zucchero non viene raffinata, quindi preserva vitamine, sali minerali ed enzimi. Ad ogni modo, se non è dubbia la sua naturalezza, resta pur sempre un alimento contenente saccarosio, in misura lievemente minore, ma lo contiene. Diciamo che utilizzare lo zucchero di canna integrale al posto degli altri due, ci da il vantaggio di introdurre i micronutrienti che non si perderebbero nella raffinazione, ma questo non ci autorizza a consumarlo con maggiore libertà. 
I dolci, in quanto tali, sono alimenti da consumare sporadicamente durante la settimana e il saccarosio, indipendentemente dall'origine, segue lo stesso destino metabolico nel nostro corpo una volta che è stato ingerito. Il segreto è abituare il nostro palato a sapori meno dolci, così come per il salato, e imparare ad apprezzare la dolcezza naturale derivante dalla frutta e da alcune verdure.

Nessun commento:

Posta un commento