venerdì 23 gennaio 2015

Perchè non perdo più peso? Eppure mangio poco!

"Perché non perdo più peso? Eppure mangio poco!" Spesso mi capita di ricevere questa domanda o mi trovo a dover fari i conti a studio con persone che dopo un'iniziale perdita di peso, non riescono più a dimagrire.
All'inizio di un percorso dimagrante, la riduzione dell'apporto calorico rispetto al nostro fabbisogno quotidiano o comunque alle quantità di calorie giornaliere che eravamo abituati a consumare (magari in eccesso), ci consente di perdere peso. Il nostro metabolismo quindi si abbasserà gradualmente e il nostro corpo si adatterà ad esso. Se non si fa in modo si tenerlo alto, prima o poi andremo incontro ad un blocco metabolico, e non riusciremo più a perdere peso. In genere può accadere anche dopo 4 settimane dall'inizio della dieta, oppure più in là, la tempistica è molto variabile. Questo perché il nostro organismo adotta un meccanismo di “salvataggio”, riducendo la produzione di ormoni tiroidei e riducendo le attività enzimatiche, per evitare che continuiamo a perdere peso. Ricordatevi che ogni dimagrimento è comunque uno stato di allerta, il nostro corpo tenderà ad opporsi ad esso per preservarci. Ma come ovviare a questo rischio? Due sono gli aspetti fondamentali, la dieta e l'attività fisica, che dovrebbero avere come scopo quello "tranquillizzare" il nostro corpo mantenendo un metabolismo alto.

LA DIETA dovrebbe essere formulata in modo corretto e bilanciato, con le opportune percentuali di macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati), considerando il metabolismo basale della persona e il suo fabbisogno quotidiano. Una dieta troppo restrittiva seguita per troppo tempo, condurrà inevitabilmente al blocco del dimagrimento. Sottolineo questo aspetto perché molto spesso accade che la dieta sia teoricamente corretta, ma la persona che la segue, di sua iniziativa comincia a mangiare di meno, magari escludendo alcune categorie di alimenti come i carboidrati, o non attenendosi alle indicazioni della dieta, ad esempio saltando il secondo piatto del pranzo. Così facendo, crede che accelererà il dimagrimento, sortendo l'effetto contrario.
Inoltre è importante non sottovalutare i pasti liberi, intesi come pasti in cui si può mangiare in maggiore quantità o si possono scegliere dei cibi più grassi e calorici (ad esempio pizza, fritture, carni grasse), che faranno in modo di farci introdurre più calorie rispetto agli altri giorni, evitando appunto di “addormentare” il nostro metabolismo. Mi capita spesso di scoprire dopo il colloqui con la persona o il diario alimentare, che il pasto libero in realtà non lo è, ma è un normale pasto da "dieta", per paura di ingrassare o per non riuscire a gestire l'ansia della perdita di controllo.

L'ATTIVITA' FISICA costante e programmata, mista con attività di tipo aerobico e anaerobico, manterrà attiva la nostra massa muscolare che direttamente va ad influenzare il nostro tasso metabolico basale, mantenendolo alto. Vi ricordo che è nei muscoli che sono contenuti i mitocondri, le nostre “caldaie” energetiche. Più massa muscolare sviluppiamo e meno ne perdiamo, e più “bruciatori” saranno in azione. Inoltre è importante che l'attività aerobica ci consenta di bruciare effettivamente grasso, e questo lo potremmo verificare attraverso un semplice cardiofrequenzimetro, che monitorerà i nostro battiti e ci dirà se stiamo o meno nel giusto intervallo aerobico, soggettivo e calcolabile. 

In conclusione per evitare il blocco metabolico è importante rispettare la dieta, concedersi i pasti liberi programmati e muoversi di più ed in modo mirato.

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